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RECUP.

Software per chi dà una seconda possibilità al cibo.

RECUP
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Il progetto

RECUP recupera il cibo invenduto nei mercati e lo ridistribuisce gratuitamente. Quello che ha perso valore economico diventa un’occasione di condivisione, incontro e partecipazione. L’impatto ambientale e il valore sociale nascono dalla stessa attività quotidiana.

Conoscevo già RECUP per nome e per il suo impatto sociale a Milano e Roma. La collaborazione è nata attraverso Marsilea: una persona con cui avevo lavorato lì faceva parte anche di RECUP e, dopo la buona esperienza insieme, mi ha consigliato per questo progetto. Da quella presentazione siamo entrati in contatto.

L’associazione aveva un gestionale che non rispondeva alle sue esigenze e che aveva progressivamente abbandonato. I dati dei recuperi venivano raccolti anche attraverso Google Moduli e un piccolo software. Un alimento scritto al plurale poteva non corrispondere alla voce nel database; il nome di un volontario poteva essere scritto male o in modo diverso, e le quantità potevano contenere errori di battitura. Queste piccole differenze rendevano difficile filtrare, pulire i dati e ricavarne indicatori utili. Abbiamo deciso di rifare il gestionale partendo dal modo in cui l’associazione lavora davvero.

Abbiamo concordato di partire da un MVP concentrato su tre informazioni essenziali: nome dell’alimento, chili recuperati e volontari presenti. Quella prima versione rendeva concreta la proposta e ci permetteva di valutarla insieme. Dopo un periodo di valutazione, l’associazione ha scelto di proseguire. Il progetto si è poi ampliato, collegando gli alimenti ai loro indicatori di impatto e includendo volontari, volontari aziendali, associazioni e ospiti non iscritti. Il beta testing ci ha aiutato a mettere a punto il gestionale prima di introdurlo nei mercati.

Ho scelto Next.js e Supabase perché erano tecnologie che conoscevo e con cui mi trovavo bene. Mi permettevano di procedere rapidamente e si integravano bene con gli strumenti di sviluppo assistito dall’AI. Il gestionale, realizzato con TypeScript, collega due punti di vista sullo stesso lavoro: un portale per le persone volontarie, che registrano il cibo recuperato e chi partecipa, e un’area privata per gli admin, che gestiscono le attività, consultano i dati e preparano i report.

Registrare gli alimenti è solo il punto di partenza. La piattaforma mette insieme peso recuperato, partecipazione e indicatori ambientali, comprese le stime di acqua risparmiata e CO₂ evitata. I numeri aiutano a rendere visibili sia le risorse preservate sia le persone che rendono possibile ogni recupero.

I calcoli per l’acqua risparmiata, la CO₂ evitata e il risparmio economico stimato sono stati elaborati da RECUP insieme a docenti dell’Università degli Studi di Milano. Il mio ruolo è stato tradurre nel gestionale il metodo fornito dall’associazione. Ho proposto anche altri database, ma per questa versione abbiamo scelto insieme di mantenere questo approccio.

Avere dati organizzati cambia il modo in cui l’associazione può vedere e raccontare il proprio lavoro. I recuperi, prima dispersi tra singole registrazioni, diventano una visione condivisa delle attività e del loro impatto. Per me il valore sta nel rendere quel lavoro quotidiano più comprensibile, rendicontabile e migliorabile.

A ottobre 2026 il gestionale è in fase di introduzione nei mercati. Il riscontro dell’associazione è positivo e continuiamo a correggere i problemi e migliorare i flussi man mano che entrano nell’attività quotidiana. È una collaborazione che continua: l’utilizzo reale ci indica cosa affinare e cosa serve aggiungere.

Lavoro direttamente con gli amministratori dell’associazione per raccogliere le richieste e definire le nuove funzioni. Gli amministratori dei mercati mi restituiscono invece i feedback dell’utilizzo quotidiano. Questo confronto collega le esigenze generali di RECUP a ciò che succede quando qualcuno registra davvero un recupero.

La difficoltà maggiore è stata tradurre le esigenze reali in un software pratico da usare. Una richiesta non è sempre del tutto definita all’inizio, e spiegare possibilità, limiti e diversi modi di lavorare richiede un confronto da entrambe le parti. A volte una soluzione proposta diventa chiara soltanto dopo aver esplorato un’altra strada ed essere tornati all’idea iniziale. Può essere frustrante, ma mi ha insegnato ad ascoltare meglio, rendere concrete le proposte e lasciare il tempo di capire come una funzione si inserirebbe nel lavoro quotidiano.

L’impatto sociale della tecnologia è una delle cose che mi interessano di più. Lavorare con RECUP significa incontrare persone attente alla sostenibilità e all’inclusione, con esperienze e punti di vista che trovo molto interessanti. È un progetto a cui tengo perché il software sostiene qualcosa in cui credo, insieme a persone da cui mi piace imparare.

Si parte dal territorio.

Il portale delle persone volontarie parte dalla città. L’ingresso nello strumento segue l’organizzazione delle attività di RECUP: ci si ritrova in un luogo, in un mercato, per recuperare il cibo insieme.

Accesso volontari · scelta della città.
Accesso volontari · scelta della città.

Ogni mercato, la sua attività.

Scegliere il mercato dà un contesto a ogni registrazione. Il portale è pensato per i volontari, con un accesso legato al mercato; l’area privata di amministrazione riunisce poi le diverse attività.

Accesso volontari · scelta del mercato.
Accesso volontari · scelta del mercato.

Dare una traccia al cibo recuperato.

Le persone volontarie registrano la data, gli alimenti recuperati e il loro peso. Il recupero diventa un insieme di dati utilizzabili, mentre il modulo mantiene al centro l’attività che si svolge al mercato.

Nuovo recupero · alimenti e peso.
Nuovo recupero · alimenti e peso.

Le persone dietro ogni recupero.

Il passaggio successivo registra chi ha partecipato. Affiancare le presenze ai dati sul cibo dà spazio anche alla dimensione sociale: il tempo, l’energia e le relazioni che rendono possibile l’attività.

All’inizio pensavo che alimenti e volontari potessero essere inseriti in un unico modulo. Utilizzando l’applicazione abbiamo capito che il flusso aveva bisogno di sezioni distinte. Il cambiamento è nato dalle prove pratiche e dal capire quale sequenza rendesse il compito più semplice.

Modulo di recupero · ricerca delle persone presenti.
Modulo di recupero · ricerca delle persone presenti.

Cibo e partecipazione, insieme.

Le persone selezionate restano visibili nel modulo. Il recupero e chi vi partecipa sono collegati, così l’associazione può leggere il lavoro sia come cibo salvato sia come impegno condiviso.

Modulo di recupero · persone selezionate.
Modulo di recupero · persone selezionate.

Dalle registrazioni a una visione d’insieme.

Nell’area privata degli admin, i recuperi si possono consultare per mercato e periodo. Peso, acqua e CO₂ affiancano lo storico delle attività, rendendo più semplice seguire il lavoro nel tempo.

Area admin · storico dei recuperi e filtri.
Area admin · storico dei recuperi e filtri.

Rendere l’impatto più facile da raccontare.

I report riuniscono cibo recuperato, presenze e stime ambientali. Filtri ed esportazioni aiutano a trasformare le registrazioni quotidiane in informazioni utili per rendicontare le attività e raccontarne il valore alla comunità e a chi sostiene RECUP.

Area admin · report, indicatori ambientali ed esportazioni.
Area admin · report, indicatori ambientali ed esportazioni.

Un progetto fatto di relazioni.

La piattaforma dà spazio anche alla partecipazione delle aziende. Collegare organizzazioni, persone volontarie e recuperi aiuta a descrivere la rete intorno a RECUP, insieme ai chilogrammi e agli indicatori ambientali.

Area admin · aziende e partecipazione.
Area admin · aziende e partecipazione.

Per chi vuole provare

Risorse per approfondire.

Gli strumenti citati nel racconto, con documentazione, guide e codice da cui partire per costruire qualcosa di tuo.

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Se hai una domanda su questo progetto o vuoi confrontarti su un’idea, scrivimi. Mi fa piacere condividere quello che ho imparato.

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